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Trump e la sua “tabella della giustizia commerciale”: ha ragione, ma per favore non scateniamo una guerra dei dazi!

Donald Trump ha tirato fuori il suo cartellone preferito – quello delle “Reciprocal Tariffs” – e, come al solito, ha fatto parlare di sé. Da una parte, i numeri che mostra hanno un fondo di verità: gli USA spesso applicano dazi più bassi di quelli che subiscono. Dall’altra… beh, speriamo che prima di alzare la posta in gioco, provi a negoziare un po’ di più, perché altrimenti rischiamo tutti un bel game over economico.
Le due colonne che hanno fatto discutere
- “Tariffs Charged to the U.S.A.” (aka “Quanto ci fregano”)
Qui Trump elenca i dazi che altri Paesi impongono sui prodotti americani, spesso altissimi (es. Vietnam al 90%, UE su certi beni al 30%). In più, aggiunge manipolazione valutaria e barriere non tariffarie – insomma, tutte le scocciature che rendono la vita difficile alle esportazioni USA. - “U.S.A. Discounted Reciprocal Tariffs” (aka “Noi siamo troppo buoni”)
In questa colonna, invece, mostra quanto gli Stati Uniti siano più clementi (es. solo il 46% sul Vietnam). Il messaggio? “Vedete? Siamo dei polli! Gli altri approfittano di noi!”
Trump ha ragione? Sì, ma…
Il punto del tycoon non è del tutto sbagliato: il commercio globale è davvero sbilanciato in molti settori. Peccato che la sua soluzione preferita sia: “Se mi tassi al 90%, io ti tasso al 90%!” – una logica da “occhio per occhio” che potrebbe far scoppiare una guerra commerciale.
La speranza: trattare prima di tassare
Prima di alzare i dazi come se fossero offerte su Black Friday, sarebbe bello vedere:
Insomma, Trump ha ragione sul problema, ma la sua soluzione è un po’ troppo “The Apprentice” – e nel commercio globale, licenziare gli altri Paesi non è un’opzione. Meglio trattare che tassare!

